giovedì 11 ottobre 2018

Valentía, coraje y nobleza


Madrid. Periferia della città, anche se dal centro ci si arriva con sole 7-8 fermate di metropolitana. Appena si esce dalla metro (la fermata è quella di Portazgo, Linea 1), lo stadio si trova, imponente, giusto sopra, rumoroso e festoso il giorno della partita.



E’ lo stadio di Vallecas, che prende il nome dall’omonimo quartiere, campo di casa del Rayo Vallecano de Madrid, una squadra di calcio di serie A spagnola che non è certo il Real o l’Atletico, ma che ha una storia piena di fascino.
I suoi tifosi appartengono in gran parte a questo quartiere popolare e povero, che una volta era un paesino a sè e che, col tempo, è diventato una delle più grandi zone periferiche della capitale spagnola.
Qui vi abita gente che lavora sodo, che vive in maniera dignitosa e che considera questa squadra un emblema del proprio status sociale. Il Rayo, che ha quasi cent'anni di storia, mantiene quindi ancora una caratterizzazione popolare e operaia e i suoi tifosi più accesi e organizzati, chiamati Bukaneros, sono fortemente antifascisti e antirazzisti.
Lo stadio del Rayo, di circa 15 mila posti, è una bella struttura all’inglese, con campo attaccato alle tribune e presenta una sola curva, mentre l’altra è solo disegnata e su di essa campeggia un motto che recita “valentía, coraje y nobleza”. In compenso da quel lato vi sono palazzi alti al punto tale da poter vedere comodamente la partita dalle relative finestre.



I colori della maglietta del Rayo, una banda diagonale rossa su sfondo bianco, ricordano i taxi di Madrid, mentre calcisticamente parlando evocano la maglia del Perù o del River Plate, al quale pare si siano ispirati. Inoltre i giocatori di questa squadra sono chiamati "le strisce rosse", in spagnolo franjirrojos.


Il Rayo non ha mai conseguito grandi risultati sportivi. In Liga ha raggiunto al massimo l’ottavo-nono posto e spesso ha fatto su e giù tra la serie A e la serie B spagnola.



Quest’anno gioca ancora nella massima serie, dopo essere risalito di nuovo lo scorso anno vincendo il torneo di Segunda Division. Per la cronaca, ad oggi il Rayo è nelle ultime posizioni della classifica, con una vittoria, due pareggi e quattro sconfitte.
Durante il mio soggiorno a Madrid ho assistito alla bella partita Rayo Vallecano-Deportivo Alavès, finita con una netta vittoria degli ospiti, addirittura per 1-5.

Il biglietto della partita e la cronaca di "Marca" sulla stessa il giorno dopo
Per inciso, la squadra avversaria, basca, ha giocato davvero bene, esprimendo molta tecnica, un calcio di qualità e ottime ripartenze (non a caso al momento si trova nelle primissime posizioni in classifica).


Ma, a parte queste note tecniche, mi hanno colpito la commistione pacifica in tribuna tra tifosi delle due squadre e gli applausi degli sconfitti agli avversari a fine partita sullo sfondo dei cori festanti dei fans dell'Alavès. La stesso “mix” tra i tifosi delle due squadre è proseguito anche fuori dal campo, nei bar di fronte allo stadio.
Qui birra (quella che sponsorizza il Rayo è la buona Mahou) e bocadillos (ad esempio con tortilla) acquistano un sapore ancora più speciale quando gustati in compagnia.


Anche questo è (o dovrebbe sempre essere) il bello del calcio!

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