sabato 3 settembre 2016

Gael air shots


Sono in corso gli US Open di tennis, torneo che seguo molto sia perché di solito si svolge durante le settimane in cui il campionato di calcio è fermo per la sosta della nazionale, sia perché a mio avviso il tennis migliore si esprime sulla sua superficie e cioè il cemento (la terra rossa è troppo lenta, l'erba è troppo veloce).
Ed un giocatore per cui tiferò è il francese Gael Monfils. Non credo possa vincere addirittura il torneo, ma penso possa arrivare comunque abbastanza lontano. Ha un bel gioco, colpi pesanti, secchi e poco liftati.
Inoltre è un grande atleta e a volte fa in campo cose che non ho visto mai fare ad altri tennisti. Tipo tuffarsi per prendere palle impossibili. Date un'occhiata a questo video che ho visto di recente su Eurosport e che trovate al seguente link
Allez Gael!

domenica 7 agosto 2016

Auguri Napoli e…. bon marché


Alcuni giorni fa è stato il 90-esimo compleanno del mio Napoli. Innanzitutto, quindi, augurissimi, anche se in ritardo, a questo splendido team!
Con l'occasione vorrei poi fare il punto sull'attuale situazione di mercato della mia squadra.
Al momento, a mio avviso, nell'ottica di avere una panchina necessariamente più lunga e di qualità, anche in vista della Champion's League, sarebbe necessario e importante prendere:
  • Un buon terzino destro, perché ci vuole un'alternativa ad Hysai, che, pur bravino, a mio avviso lo scorso anno non sempre ha dato un apporto sufficiente in fase di spinta (e anche in fase difensiva?). A tal proposito prenderei Darmian, che può fare decisamente bene in questo ruolo.
  • A sinistra in difesa l'alternativa a Ghoulam è Strinic e ritengo che sia un giocatore meno all'altezza in caso di match di alto livello a cui dovrà far fronte il Napoli nel corso della stagione. Quindi in teoria bisognerebbe sopperire anche qui.
  • Al centro della difesa, qualora andasse via Koulibaly o anche se non va via, sarebbe bene comprare un altro centrale e l'ipotesi Maximovic non mi dispiace.
  • A centrocampo la qualità c'è, ma gli innesti di Zielinski, già arrivato, e eventualmente di Diawara e Rog sarebbero delle buone soluzioni per dare respiro ai titolari (Hamsik, Allan e Jorginho).
  • Situazione attacco: io lascerei le cose così, con Milik al centro dell'attacco e con esterni a sinistra Insigne (con la solita rotazione di qualità con Mertens e anche Giaccherini) e a destra Callejon. Proverei Gabbiadini a destra perché non lo ritengo un centrale, ma una seconda punta e proprio lui potrebbe quindi essere un'alternativa a Callejon.
  • Resta il dilemma se il Napoli acquisterà un altro attaccante. Icardi a mio avviso è sopravvalutato (al massimo lo si può acquistare inserendo nella contropartita anche Gabbiadini e abbassando il prezzo), e non lo prenderei. Ci vorrebbe allora comunque un altro centravanti per sostituire Milik (sempre che sia lui il titolare). Chi prendere? Neanche Bacca mi sembra un ottimo sostituto di Higuain. L’idea Diego Costa invece mi stuzzica non poco… (come pure quella, forse solo mia, di Jovetic).
Voi che ne pensate?
Buona estate e forza Napoli!

mercoledì 27 luglio 2016

Il dragone all’Eur


Ieri sera a Roma, alla piscina delle rose nei pressi del laghetto dell’Eur, si è svolta l’inaugurazione del campionato europeo di Dragon Boat, una disciplina sportiva assimilabile alla canoa, con delle imbarcazioni colorate, da venti posti, che hanno alla prua una attraente testa di drago.
L’origine di questo sport è cinese, risale a oltre duemila anni fa e ad esso sono legate interessanti e affascinanti leggende.


Un’altra caratteristica del dragon boat è che vi è un atleta addetto a scandire il ritmo della remata degli altri compagni di squadra, tramite la percussione di un tamburo posto a prua della barca.
Chi vorrà seguire questi campionati potrà farlo sia al laghetto dell’Eur, sia al lago di Castel Gandolfo da oggi al 31 luglio.
Io ci andrò per capire meglio le regole e lo spirito di questo sport. E voi?

venerdì 15 luglio 2016

Chi si ricorda del Magdeburgo?

C'era una volta il glorioso Magdeburgo, una squadra dell'ex Germania Est (la relativa città è capitale della Sassonia Anhalt e si trova a Nord Est dell'attuale Germania) che negli anni '70 aveva un ruolo sportivo importante sia a livello nazionale che europeo.
Vinse infatti tre campionati della Germania Est, sette coppe nazionali e nel 1973-74 anche una Coppa delle Coppe, battendo il Milan in finale per 2-0.
Aveva ed ha una maglia bianca con una striscia verticale larga blu e pantaloncini e calzettoni bianchi.
Da quando ci fu l'unificazione della Germania (inizio anni '90), naviga invece tra la terza e la quarta divisione del campionato tedesco, dove si trova tuttora. E' un peccato non vederla più ad alto livello... Chissà, magari un giorno...
Ulteriori informazioni, se parlate bene il tedesco, potete raccoglierle sul sito di questa squadra.

sabato 2 luglio 2016

Wimbledon = fragole con panna


E’ in corso Wimbledon ed è allora d’obbligo mangiare fragole con panna.
Non saranno quelle del Kent e la panna è quella montata e non liquida, ma non importa.


Buon Wimbledon quindi e buone fragole con panna a tutti e mi sa che quest’anno nel torneo londinese non mancheranno le sorprese. Vedremo…

giovedì 23 giugno 2016

Europei di calcio, che passione!

Immagine tratta dal sito www.fredperry.com
E’ tempo di europei di calcio ed anche le grandi aziende si adeguano al tema, offrendo sfiziosi prodotti ispirati alle nazionali partecipanti.
La nota marca di abbigliamento Fred Perry, ad esempio, ha realizzato delle polo dedicate alle principali nazioni partecipanti all’europeo, molto carine e dall’aria un tantino retrò. “Wear with pride” viene raccomandato sul sito e in effetti come non essere d’accordo? Quella della Francia, ad esempio, non mi dispiace per niente.
Anche la Swatch con la sua linea “footballissimeha voluto realizzare degli orologi ispirati alle varie nazionali europee, con una base comune data dall’orologio stesso, che nel suo quadrante raffigura un classico pallone da calcio bianco e nero, e una personalizzazione che invece riguarda i passanti del cinturino. Su questi ultimi, che funzionano da accessori, sono impressi i colori delle varie bandiere nazionali che possono essere scelte a seconda della preferenza e applicate all’orologio.
Infine Playmobil, l’azienda che realizza dei simpatici pupazzetti in tantissime versioni e mestieri, ha realizzato anche dei Playmo-bomber in cui i Playmobil diventano calciatori di tante diverse nazionali europee, ovviamente inclusa la nostra.
Buon europeo a tutti!

domenica 12 giugno 2016

Un giorno a Campo Testaccio


Alcuni giorni fa, dopo aver fatto una golosa sosta dal Trapizzino a Testaccio ormai affermato street food romano, sono passato per caso davanti al Campo Testaccio.
Un luogo storico per la tifoseria della Roma calcio, che ha sostanzialmente segnato l'inizio dell'avventura sportiva di questa squadra. Il Campo Testaccio (inaugurato nel 1929) è stato infatti il primo stadio in cui ha giocato la Roma, un impianto all'inglese (il modello era quello dello stadio dell'Everton) con tribune in legno dipinte di colore giallo e rosso. E pensate che questo stadio ospitava all'epoca persino l'abitazione dell'allenatore del team capitolino...
Era un campo difficile da espugnare e dove molte squadre spesso soccombevano (rimane ancora nella memoria di qualcuno il famoso 5-0 inflitto nel 1931 alla Juventus).
La capienza era di circa 20 mila spettatori ed i prezzi erano mediamente alti, al punto che alcuni tifosi, per evitare di pagare il biglietto, salivano sul vicino Monte dei Cocci (di cui ho parlato qui) per guardare la partita, anche se la vista del campo non era completa.
In seguito il campo fu ristrutturato per problemi di parziale inagibilità, fin quando chiuse definitivamente nel giugno del 1940, anche per avere a disposizione uno stadio più grande. Qualche anno dopo, la Roma avrebbe vinto il suo primo scudetto, giocando appunto in un altro stadio, il Flaminio.


Vedere oggi il glorioso campo Testaccio in una forma quasi irriconoscibile e infestato di sterpaglie (si riconoscono nella foto solo o quasi i riflettori) fa un pò tristezza, ma se si pensa a quanta storia c'è dietro quell'erba alta....Se non altro il solo parlarne rende in qualche modo vivo questo posto e racconta, almeno parzialmente, la storia di un grande club.