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martedì 23 giugno 2026

Un gelato "tennistico" a Roma

 

Si è da poco concluso il bellissimo torneo Slam del Roland Garros dove gli italiani hanno fatto davvero un’ottima figura e siamo in fervida attesa di un altro grande torneo, stavolta sull’erba, il mitico Wimbledon.

Ma anche gli Internazionali di Tennis di Roma hanno fornito agli appassionati tante emozioni (in primis con Sinner) e momenti di grande spessore tecnico.

Accanto al lato agonistico e competitivo del tennis mi incuriosisce sempre scoprire la vita fuori dal campo degli atleti. Ed ormai con l’avvento dei social questo aspetto si può agevolmente indagare.

In occasione degli Internazionali di Roma, poi, è stato interessante scoprire il giudizio degli atleti su una cucina che ben conosciamo, quella romana, e sulle sue prelibatezze. Ed ho potuto ricostruire tramite molti account Instagram gli assaggi e le cene gourmet che diversi tennisti hanno effettuato durante il torneo.

I campioni Zverev e Medvedev, ad esempio, hanno assaggiato i piatti della cucina romana di Matricianella; la svizzera Belinda Bencic ha gustato tra le altre cose un ottimo tiramisù e insieme alla connazionale Halaya Pilgrim (della Roma calcio femminile) non poteva non assaggiare una deliziosa carbonara...

Ma quello di cui vorrei parlarvi oggi è l’uscita tutta americana di un gruppo di note tenniste USA per gustare un gelato da Fiordiluna a Trastevere.

A tal proposito un bellissimo video che qui vi linko (proveniente dall’interessante account theplayersboxpod) ha descritto il “rating” che le più brave tenniste americane hanno dato al gelato di questo locale, con un punteggio da 1 a 5.

Il video comincia con l’attuale n.4 del mondo Jessica Pegula che ha valutato il suo gelato al caffè con un voto 3.8. E’ poi intervenuta Des Kravitz che ha preso un fresco cono con mango, limone e fragola, valutato 3.9.

La parola è poi passata alla giovane promettente Iva Jovic che ha scelto l’abbinamento cioccolato e nocciola attribuendo voti alti: 4.3 per il cioccolato, molto ricco, e 4.0 per la nocciola, fornendo anche una votazione complessiva molto positiva.

Coco Gauff, attuale n.7 del mondo, ha optato per un gelato caffè e pistacchio. Per il caffè il voto è stato un ottimo 4,5, mentre al pistacchio ha attribuito una valutazione leggermente più bassa, 3.8.

AsiaMuhammad ha scelto i gusti tiramisù e nocciola; al primo ha attribuito un 3.2 (“ci voleva un po' più di caffè”), e alla cremosa nocciola un 4.3.

Katie McNally ha preso invece i gusti stracciatella e nocciola, con voti rispettivamente pari a 3.4 e 3.8.

Il tennista Francis Tiafoe, uno dei pochi maschietti e con un look dark con tanto di occhiali da sole, si è poi deliziato con un gelato alla stracciatella valutato il massimo, 5/5. 

La talentuosa Haley Baptiste non ha invece valutato molto bene il suo gelato allo yogurt. “Non è un buon yogurt, afferma, sono onesta. Non sa molto di yogurt, è troppo dolce. Gli dò un 1,5”.

Ben Shelton, altro affermato tennista americano, ha invece preso un gelato gusto nocciola anche perché ricorda la Nutella e a lui piace la Nutella, quindi il suo voto non poteva che essere alto (da 4 a 5).

Ultima ad esprimersi Madison Keys, che ha ripreso con il suo telefonino tutto il video: la sua scelta è ricaduta su limone e lampone. Con un voto ancora una volta alto - 4 su 5 - giudicando il suo gelato delizioso.

Insomma una valutazione nel complesso molto favorevole di questa gelateria romana contenuta in un video divertente che vi invito a vedere, per chi se lo fosse perso.

Queste simpatiche ragazze troveranno gelati migliori altrove? Forse si, ma probabilmente sempre a Roma o comunque in Italia…😊

sabato 8 maggio 2021

Mourinho è già a Roma


Amo parlare, come ben sapete, di street art legata allo sport.
Questa volta mi vorrei soffermare sul nuovo arrivato in casa Roma e cioè l’allenatore della prossima stagione Josè Mourinho.
Il mitico mister portoghese è approdato a Roma in anticipo, con un murale a lui dedicato “fresco di stampa”. E’ apparso infatti ieri nel quartiere Testaccio, storico cuore del tifo romanista, un murale che lo ritrae su una Vespa Special (One)con indosso una sciarpa giallorossa.


L’opera è a cura dello street artist Harry Greb (@harrygrebdesign il suo account Instagram) e si trova in Via Giovanni Branca all’angolo con Via Pietro Querini.


Il relativo post su Instagram dell’artista ha incassato anche il like ed un commento di Mourinho in persona.
E sono cominciati già i “pellegrinaggi” dei tifosi, che non potevano non immortalare con foto e selfie quello che sicuramente sarà un nuovo idolo nella Roma calcistica. Le premesse, almeno, sembrano ottime…

martedì 24 settembre 2019

46.697 spettatori "en San Mamés"


Il calcio a Bilbao è una religione. L’attaccamento della città alla propria squadra, l’Athletic Club, è notevole e si percepisce già molte ore prima dell'orario di inizio delle partite in casa.
Nelle vie del centro almeno la metà delle persone è vestita con le maglie biancorosse della squadra bilbaina e gioiosamente occupa con questa "divisa" i tanti e vivaci locali e bar della città, soprattutto all'ora dell'aperitivo quando pintxos e bevande alcoliche impazzano in deliziose piazze e piazzette.


E' probabilmente l'orgoglio basco e il forte attaccamento alla terra di Biscaglia che spinge una città intera a sostenere la squadra.


Quando sono stato a Bilbao ho assistito ad un bel match in casa dell'Athletic, in occasione del recente derby basco contro la Real Sociedad di San Sebastian, vinto dai padroni di casa per 2-0.

La prima pagina di "Marca" il giorno dopo la partita
Ed ho voluto respirare lentamente l'atmosfera pre-partita, recandomi dal centro a piedi fino allo stadio, una bella passeggiata di circa 2 km.


Dalla splendida area intorno al museo Guggheneim fiumi di gente con addosso magliette del Bilbao più o meno recenti si incamminavano pian piano verso lo stadio. Man mano che ci si avvicinava a quest’ultimo, le strade e i viali erano sempre più piene e dense di tifosi, anche in corrispondenza di taverne e locali dove bere una buona birra o mangiare qualcosa prima della partita (c'era tempo, visto che iniziava alle 22). Le stradine strette erano addirittura gremite, in una sorta di fiume fluttuante di folla biancorossa che ogni tanto inneggiava alla squadra o ai suoi principali beniamini.


E poi cominciava a spuntare appunto lui, imponente e illuminatissimo, il San Mamés. Uno stadio che ha una lunga storia, collocato in un luogo dove un tempo sorgeva la chiesa omonima (Mamés era un cristiano che i romani diedero in pasto ai leoni, che però non vollero mangiarlo; e non a caso i giocatori del Bilbao vengono chiamati i “leones”).


Lo stadio, che un tempo veniva chiamato la Catedral, è stato completamente rinnovato sei anni fa ed ora è veramente bellissimo. Un gioiellino moderno, illuminato di sera con colori cangianti e con un grande schermo incastonato nella sua parte esterna.
All’interno, invece, figura un bel bar-ristorante (frequentabile anche nei giorni infrasettimanali) che si affaccia, tramite un'ampia vetrata, sugli spalti e sul campo di gioco.


Nello stadio sono presenti inoltre anche un museo che racconta la storia della squadra (sono possibili anche visite guidate) e un negozio con merchandising ufficiale dello stesso team. Una squadra che per inciso è di per sè molto particolare, con una filosofia tutta sua: i suoi giocatori devono essere baschi o originari della regione o perlomeno devono avere una formazione calcistica nelle giovanili di una squadra basca. Sarà anche per questo che i suoi tifosi sono così attaccati ai suoi colori?
Vedere una partita dell’Athletic al San Mamés per un qualsiasi tifoso di calcio è un’esperienza da non perdere.


Lo stadio al suo interno è stupendo, con gli spalti attaccati al campo, un pubblico festante, rumoroso e numeroso (46.697 erano gli spettatori “en San Mamés”, come recitava il tabellone luminoso quando ci sono andato) che tifa, canta e intona cori praticamente per tutta la partita.


Il clima è quindi molto “caldo” e per ogni squadra avversaria è difficile spuntarla in questo catino infernale.Ad inizio di questo campionato, ad esempio, anche il Barcellona è caduto al San Mamés e l’unica squadra italiana che vi ha vinto alcuni anni fa è stata il Torino (anche la grande Juventus, nell’anno in cui vinse la coppa Uefa nel 1977-78, perse al San Mamés per 2-1).
Un video emblematico ed approfondito del clima del San Mamés può essere quello che potete vedere a questo link che spiega meglio di tante parole quello che è l’approccio alla partita dei tifosi e la loro infinita passione per la loro squadra.
E’ bello anche essere accolti all’interno dello stadio da hostess e steward con indosso un tipico cappello basco e mangiare al bar interno dello stadio, dove può capitare di assaggiare tipicità locali. Ad esempio, si può consumare, tra gli altri, un panino farcito con l’ottimo formaggio locale Dop Idiazabal.


Dopo la partita la vicina metro, fermata San Mamés appunto, si riempie come un uovo degli stessi fiumi di tifosi di cui sopra.


Ma non c’è fretta di tornare presto a casa, anche se è già ampiamente passata la mezzanotte. Alla mia domanda al punto informazioni sull’ora di chiusura della metro il giorno della partita la risposta è stata molto semplice: “Non c’è problema, la metropolitana resterà aperta tutta la notte”.


La fiesta cominciava allora…

Ps al momento l'Athletic Bilbao è al primo posto nel campionato spagnolo insieme al Real Madrid!

mercoledì 4 settembre 2019

Sbirciando nel Rispoli


Quest’anno durante le mie vacanze ischitane sono tornato nella via dell’antico stadio dell’Ischia calcio, il Rispoli.
Da tempo questa squadra non gioca più qui (vi si allena solo), ma è sempre bello tornare a vedere, sia pur da fuori e sbirciando tra le sue cancellate chiuse, questo “glorioso” stadio, che per anni è stato il fortino di questo team.
Un campo dalla capienza di circa 2.000 persone che un tempo era in terra battuta (ora è in erba sintetica) e che è stato teatro di tante belle vittorie dell’Ischia, che arrivò anche fino alla C1.


I miei ricordi legati a questo stadio risalgono a tanti anni fa quando durante le mie vacanze estive, da ragazzo, mi divertivo a vedere le partite amichevoli dell’Ischia o i match della squadra ad inizio stagione.
In uno di questi, in un pomeriggio di fine estate, poco prima della fine della partita il cielo si scurì improvvisamente e successivamente sull’isola si abbatté un acquazzone epico (qualcuno oggi parlerebbe di “bomba d’acqua” ;).
Non tornai a casa presto, non avendo l’ombrello, e mi rintanai sotto la tribuna coperta centrale per parecchio tempo. Mio cugino invece arrivò molto prima di me nella casa in affitto della sua famiglia, ma con le gambe colorate della stessa tinta dei pantaloni… ;)

venerdì 5 luglio 2019

Tour de France, un’importante vetrina per il territorio transalpino

Foto tratta dal sito it.france.fr
Domani comincia il Tour de France 2019, un evento che seguo sempre con molta passione essendo un grande fan del ciclismo e delle sue principali gare a livello internazionale.
In più il Tour si svolge nella mia amata Francia e quindi seguendolo ho modo di scoprire sempre posti nuovi dove potermi recare. O per andarlo a vedere dal vivo o per visitare da turista luoghi inediti del territorio d’oltralpe (dei miei viaggi legati al Tour ho parlato spesso sul mio blog, qui trovate alcuni resoconti).
In effetti il Tour, giunto quest’anno alla 106esima edizione, è un importante veicolo di promozione del territorio francese, poiché è seguito sia di persona sia in tv da tifosi e appassionati provenienti da tutto il mondo (il Tour è diffuso in 190 paesi, con un bacino di audience in Italia di un milione di telespettatori ogni anno durante le dirette).
Non è un caso che Atout France si sia unita agli organizzatori del Tour de France (Amaury Sport Organisation, A.S.O.) per dare notorietà a livello internazionale alle destinazioni francesi attraversate dal Tour.
Dal 6 al 28 luglio prossimi, l’edizione di quest’anno del Tour de France porterà corridori e sostenitori su un percorso di 3.460 km attraverso i più bei paesaggi francesi. Ventuno giorni di gare che valorizzeranno agli occhi di un cospicuo numero di telespettatori lo spirito sportivo e la maestosità delle sette regioni francesi attraversate.
L’evento costituisce naturalmente un momento chiave nella promozione delle destinazioni francesi su cui Atout France desidera puntare, prevedendo in collaborazione con A.S.O., un piano di comunicazione a livello internazionale. Un partenariato che punta a ottimizzare le ricadute economiche dell’evento, incoraggiando i lunghi soggiorni, combinando incontri ciclistici e scoperte del territorio.
Il Tour sarà così protagonista su France.fr con una campagna promozionale disponibile in sei lingue. Ventuno pagine, rinnovate seguendo le tappe, presenteranno un sito turistico specifico per la tappa del giorno e una selezione di attività inedite nei dintorni. Proposta per tematiche – “A tavola”, “Cultura”, “Attività”, “Esperienza”, “Bici vintage” -, questa selezione offrirà agli internauti la possibilità di immergersi nelle destinazioni attraversate, con la possibilità di scoprire anche la storia, la tradizione e la cultura dei luoghi toccati nelle tappe.
Qualche esempio di tali attività? Cantine d’eccellenza e volo in mongolfiera in Champagne; visita del castello che ha ispirato alcuni scenari del Signore degli Anelli e iniziazione all’apicoltura in Alsazia e Lorena; splendide randonnées nel Massiccio dei Vosgi; architettura, premiers crus e il festival di musica Les Eurockéennes in Borgogna Franca-Contea; esperienze museali e gastronomiche innovative a Lione e nei dintorni; castelli catari, il cammino di Santiago di Compostela, attività nella natura in Occitania; estate 100% sport nelle Alpi; itinerari gastronomici, artistici e architettonici, a Parigi e naturalmente in bicicletta.
A questi fini, seguite questo link a partire dal 6 luglio.
A completamento di questo dispositivo digitale, un banner pop-up tv permetterà di diffondere a livello internazionale, durante le dirette del Tour, spot di un minuto e mezzo che valorizzano gli imperdibili siti turistici di alcune tappe (la Place Stanislas a Nancy, gli Hospices di Beaune e la loro proprietà viticola, il Museo della Romanité a Nîmes, ecc.), ogni volta con un invito a scoprire ulteriori esperienze su France.fr.
Il Tour de France partirà da Bruxelles per poi entrare in Francia dalla Champagne alle Alpi, passando per Alsazia e Borgogna e l’Occitania fino al tradizionale arrivo a Parigi. Chi vincerà porterà quindi nella “Ville Lumière” la maglia gialla che nel 2019 compie cento anni.
Buon Tour e buona Francia a tutti!

Contatto Stampa - Atout France: Barbara Lovato - Responsabile Ufficio Stampa e PR

martedì 19 marzo 2019

Altro che playstation…


Sono stato di recente ad una fiera del giocattolo vintage. Tra tante macchinine ben conservate, figurine incellofanate e ciclisti in piombo, non poteva mancare la magnifica offerta legata al mitico Subbuteo.


Vari stand offrivano, anche qui in ottimo stato, squadre di calcio da tavolo delle più diverse edizioni, con tanti bellissimi accessori per cui da piccolo (e anche tuttora) andavo pazzo.


Oltre al panno verde (che un tempo ponevo su ogni tipo di ripiano possibile per giocare a Subbuteo) vi erano porte, spalti, tabelloni segna-punteggio, panchine, arbitri, piccoli palloni da gioco ed anche, me ne ero quasi dimenticato, le coppe dei vincitori.


Da attribuire magari alle squadre trionfatrici degli innumerevoli tornei che a casa si organizzavano con amici più piccoli e meno piccoli.
Mi sono innamorato ad esempio di una stupenda riproduzione della FA Cup inglese, col suo scatolino vintage e con tanto di coperchio mobile posto nella parte superiore della coppa.
Un tuffo nel passato che è sempre piacevole fare e che induce a riflettere sul fatto che i giochi elettronici moderni, nonostante la tecnologia sempre più performante, non riescono a competere col fascino di un calcio molto più "tangibile", colorato e fantasioso. Con cui ci divertivamo un mondo…

giovedì 11 ottobre 2018

Valentía, coraje y nobleza


Madrid. Periferia della città, anche se dal centro ci si arriva con sole 7-8 fermate di metropolitana. Appena si esce dalla metro (la fermata è quella di Portazgo, Linea 1), lo stadio si trova, imponente, giusto sopra, rumoroso e festoso il giorno della partita.



E’ lo stadio di Vallecas, che prende il nome dall’omonimo quartiere, campo di casa del Rayo Vallecano de Madrid, una squadra di calcio di serie A spagnola che non è certo il Real o l’Atletico, ma che ha una storia piena di fascino.
I suoi tifosi appartengono in gran parte a questo quartiere popolare e povero, che una volta era un paesino a sè e che, col tempo, è diventato una delle più grandi zone periferiche della capitale spagnola.
Qui vi abita gente che lavora sodo, che vive in maniera dignitosa e che considera questa squadra un emblema del proprio status sociale. Il Rayo, che ha quasi cent'anni di storia, mantiene quindi ancora una caratterizzazione popolare e operaia e i suoi tifosi più accesi e organizzati, chiamati Bukaneros, sono fortemente antifascisti e antirazzisti.
Lo stadio del Rayo, di circa 15 mila posti, è una bella struttura all’inglese, con campo attaccato alle tribune e presenta una sola curva, mentre l’altra è solo disegnata e su di essa campeggia un motto che recita “valentía, coraje y nobleza”. In compenso da quel lato vi sono palazzi alti al punto tale da poter vedere comodamente la partita dalle relative finestre.



I colori della maglietta del Rayo, una banda diagonale rossa su sfondo bianco, ricordano i taxi di Madrid, mentre calcisticamente parlando evocano la maglia del Perù o del River Plate, al quale pare si siano ispirati. Inoltre i giocatori di questa squadra sono chiamati "le strisce rosse", in spagnolo franjirrojos.


Il Rayo non ha mai conseguito grandi risultati sportivi. In Liga ha raggiunto al massimo l’ottavo-nono posto e spesso ha fatto su e giù tra la serie A e la serie B spagnola.



Quest’anno gioca ancora nella massima serie, dopo essere risalito di nuovo lo scorso anno vincendo il torneo di Segunda Division. Per la cronaca, ad oggi il Rayo è nelle ultime posizioni della classifica, con una vittoria, due pareggi e quattro sconfitte.
Durante il mio soggiorno a Madrid ho assistito alla bella partita Rayo Vallecano-Deportivo Alavès, finita con una netta vittoria degli ospiti, addirittura per 1-5.

Il biglietto della partita e la cronaca di "Marca" sulla stessa il giorno dopo
Per inciso, la squadra avversaria, basca, ha giocato davvero bene, esprimendo molta tecnica, un calcio di qualità e ottime ripartenze (non a caso al momento si trova nelle primissime posizioni in classifica).


Ma, a parte queste note tecniche, mi hanno colpito la commistione pacifica in tribuna tra tifosi delle due squadre e gli applausi degli sconfitti agli avversari a fine partita sullo sfondo dei cori festanti dei fans dell'Alavès. La stesso “mix” tra i tifosi delle due squadre è proseguito anche fuori dal campo, nei bar di fronte allo stadio.
Qui birra (quella che sponsorizza il Rayo è la buona Mahou) e bocadillos (ad esempio con tortilla) acquistano un sapore ancora più speciale quando gustati in compagnia.


Anche questo è (o dovrebbe sempre essere) il bello del calcio!

sabato 28 ottobre 2017

Il Tour 2018 tra passione sportiva, geografia ed enogastronomia

Foto tratta dal sito www.letour.fr ©ASO Bruno Bade
E’ stato presentato la scorsa settimana il percorso del prossimo Tour de France, che si terrà nel territorio transalpino a partire da luglio 2018.
Da grande appassionato di ciclismo ve lo descriverò tecnicamente, ma cercherò anche di illustrarvelo attraverso alcuni aspetti paesaggistici ed enogastronomici.
Cominciamo col dire che il Tour 2018 partirà dalla bella regione della Vandea il prossimo 7 luglio. Una zona che si trova appena al di sotto della Bretagna e che è una incantevole lingua di terra sospesa tra terra e mare, "abituata" a grandi eventi sportivi come il Vendée Globe (gara velistica che attraversa impervi mari di tutto il mondo, date un’occhiata al bel video linkato qui).
In Vandea si svolgeranno ben quattro tappe (tra cui una cronometro a squadre) e si potranno ammirare paesaggi molto diversi e attraenti. La prima tappa, ad esempio, partirà da Noirmoutier-en-l’Île con attraversamenti lungo il mare di splendidi luoghi vacanzieri come Les Sables d’Olonne, nei quali il vento può giocare brutti scherzi ai corridori.
Successivamente il Tour approderà in Bretagna, toccando Quimper, Brest e anche il Mur de Bretagne, asperità di non poco conto per i corridori. In queste giornate si respirerà aria di classiche delle Ardenne, con gli specialisti delle corse di un giorno che si daranno battaglia. Dal punto di vista turistico Quimper è da visitare anche per la sua bella cattedrale gotica, mentre Brest è una affascinantissima città di mare dell’estremo Ovest, una finis terrae, un posto oltre il quale finisce la terra ed inizia l'immenso del mare. Brest è anche famosa per una vecchia gara ciclistica, la Paris-Brest, da cui nacque anche un delizioso dolce che prende proprio questo nome.
Il percorso del Tour porta poi a Chartres (anche qui merita la visita la sua cattedrale) e via via verso le regioni del Nord, toccando Amiens in Picardia e Roubaix. Qui il Tour non poteva non percorrere i sassi del suo mitico pavé (sono previsti quasi 22 km su tale "terreno") che hanno reso "immortali" i ciclisti che sono usciti vincitori dall’ "Inferno del Nord”.
Dopo un giorno di riposo, il Tour approda alle tappe alpine. Potenzialmente spettacolare sarà la Annecy-Le Grand Bornand con il Plateau de Glières su strada in parte non asfaltata (Annecy oltretutto è una splendida località della Savoia situata su un bellissimo lago) e la Albertville-La Rosière, con finale in salita. Ma soprattutto è da sottolineare l'arrivo della successiva tappa sull'Alpe d'Huez, dove tradizionalmente si definiscono nettamente le gerarchie di classifica (e le emozioni per gli appassionati sono sempre tante!).
Seguono poi alcune frazioni di avvicinamento ai Pirenei, non sempre facili, tra cui quella che arriva nella splendida Carcassonne non prima di aver affrontato il Pic de Nore, che offre un panorama eccezionale sui dipartimenti dell’Aude e del Tarn. A Carcassonne il Tour effettuerà anche il suo secondo giorno di riposo. L'occasione sarà ottima per visitare questa splendida città medievale che fa parte del Patrimonio mondiale dell’Unesco insieme al suo bel Canal du Midi (risalente al XVII secolo). E poi qui si bevono ottimi vini e nei dintorni castelli e abbazie sono incantevoli....
Da Carcassonne si approda poi ai Pirenei con una prima tappa che si conclude a Bagnères de Luchon e con l'attraversamento tra gli altri del Col de Portet-d'Aspet. Segue una tappa cortissima (la più corta da 30 anni a questa parte: 65 km!) ma durissima (gli ultimi 16 km sono a più dell'8% di pendenza media) con arrivo sul Col de Portet che ha le caratteristiche per essere definito "il nuovo Tourmalet".
La tappa successiva arriva a Pau, una cittadina bella da vedere e classicamente inserita nelle tappe pirenaiche (con il 2018 sarà la 70esima volta che il Tour la coinvolge, dopo che il suo primo approdo avvenne nel lontano 1930).
Il giorno successivo i corridori ripartiranno da Lourdes, luogo di alta religiosità e di fede (qui trovate al riguardo un mio articolo) che servirà a rinfrancare lo spirito dei ciclisti prima di affrontare montagne arcigne del calibro del Tourmalet, dell'Aspin e dell'Aubisque.
Chiuderà di fatto il Tour l'ultima (forse decisiva) tappa a cronometro individuale che si svolgerà nei paesi baschi (dove da più di dieci anni il Tour non faceva scalo) fino ad Espelette. Questa cittadina è nota ai gourmet per il suo famoso piment, spezia non troppo piccante ed aromatica coltivata da oltre cinque secoli che profuma tutti i piatti baschi (axoa, biche rôtie, piperade) e che si è imposta nelle cucine dei più grandi chef di tutto il mondo.
La passerella finale sarà poi, come ormai avviene da tanto tempo, a Paris sugli Champs Elysées, dove la maglia gialla del vincitore sarà premiata sotto l'Arc de Triomphe.
Un Tour quindi che sin dalla prima settimana sarà pieno di insidie per i corridori e che si presta ad essere davvero spettacolare dal punto di vista tecnico, comprendendo una grande varietà di percorsi.
Ma lo spettacolo, come sempre, ci sarà comunque con l’attraversamento di infiniti bei paesaggi della mia amata Francia.
Mi recherò ancora ad assistere ad alcune tappe del Tour de France e, come ben sapete, ogni scusa è buona per abbinare alla piacevolezza dell'evento sportivo qualche bella visita dei luoghi circostanti. In questo modo ho scoperto tanti incredibili posti, magari un po' nascosti, di questa bellissima nazione che io amo tanto. Oltre a vivere, ça va sans dire, delle altrettanto eccitanti esperienze enogastronomiche!